La Storia del Castello

Come il Castello è arrivato ai giorni nostri

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La storia 2016-11-30T10:10:08+00:00

Il Castello di Belgioioso è un monumento sito a Belgioioso

Fu probabilmente fondato da Galeazzo II nella seconda metà del secolo XIV in un’estesa proprietà dei Visconti nel territorio ove in seguito sorse il paese di Belgioioso. Il nome “Zoioso” fu forse attribuito al castello per l’amenità del luogo e per la felicità che un tempo doveva recare il soggiorno in quella terra.

Il duca Gian Galeazzo II vi soggiornò ripetutamente; tanto cara gli era la dimora a Belgioioso che, con una sua lettera del 22 dicembre 1393, proibì la caccia ai cervi e a qualsiasi altra selvaggina fino a Bereguardo-Vigevano e Abbiategrasso. Inoltre questo provvedimento è citato anche nel famoso testamento del 1397 in cui il Duca ordina che per rimedio e suffragio dell’anima sua si edifichi un monastero, casa e chiesa certosina, sul territorio pavese “in loco turris de Mangano”. Il duca però escludeva dalle donazioni ai certosini il grandissimo parco presso il Castello di Pavia e le possessioni di Bereguardo e Belgioioso.

Secolo XV

Non si sa quale fosse esattamente l’ampiezza del castello in quel momento. Si dice che il maniero fosse stato distrutto nel 1412 e poi ricostruito in seguito all’uccisione del duca Gian Maria Visconti, figlio di Gian Galeazzo e di Caterina Barnabò, ma questa notizia non trova conferma in documenti.
Il successore Filippo Maria non amava soggiornare a Belgioioso come i suoi predecessori a causa dei frequenti straripamenti del Po, del suolo arido e delle scarse rendite. Per questi motivi lo cedette come feudo nel 1412 a Manfredo Beccaria (I infeudazione, ma tale casato si ribellò ed i beni furono confiscati ed affidati ad altri Visconti.

Nel 1431 Filippo Maria, poco soddisfatto dell’andamento delle cose, concedeva il “castrum” ad Alberico da Barbiano (II infeudazione). Più tardi al nome di quel casato fu aggiunto il predicato di Belgioioso, allora sede di un Vicariato di notevole ampiezza che comprendeva le Pievi di Vaccarizza, Ospitaletto, Genzone, Pissarello, Spessa, Filigaria, Montesano, Torre de’ Negri, Gerenzago e San Zenone.
Una conferma di questa investitura si ebbe da parte di Francesco Sforza.

I conti di Barbiano

L’antichissimo ceppo dei conti di Cunio e di Barbiano, (ricordati da Dante nel c. XIV del Purgatorio) era noto e potente in Romagna fin dal sec. XI, ove possedette con titolo comitale i feudi imperiali di Cunio (1241), Barbiano, Lugo, Zagonara, Bagnacallo, Fusignano, Donigallia.
Fra i vari conti di Barbiano il più celebre è certamente Alberico il Grande. Ricco, potente, signore di vasti feudi, d’animo battagliero, ardente, ambizioso, costituì una compagnia di ventura di 200 lance, partecipò, fra le altre imprese, all’assedio e distruzione di Cesena (sembra però che egli deplorasse questa guerra fratricida), in seguito passò in Lombardia ai servizi dei Visconti.
Frattanto la compagnia si era accresciuta, ed era stata battezzata ” Compagnia di S. Giorgio “; la costituivano 800 lance scelte. Nessuno straniero però ne faceva parte, poiché Alberico, condottiero di larghe vedute, esperto nell’arte militare, e che assai bene conosceva l’animo dei mercenari, non volle mai accettare che italiani a militare sotto le sue insegne.
È noto anzi che il motto dei Belgioioso: “Italia ab esteris liberata” risale, come vedremo, alla sua fama di ricostruttore della Milizia italiana, in tempi in cui i Malatesta, i Farnese, gli Ubaldini, Luchino Dal Verme ed altri signori italiani avevano formato compagnie di ventura, accogliendovi sciaguratamente anche la parte peggiore delle lance inglesi e delle barbute germaniche.

Secolo XVII

Nel Seicento la nobiltà, soggetta al dominio spagnolo, si dedica ad una vita di lusso, mollezze, violenze… Anche i duchi di Belgioioso non furono esenti dal triste andazzo dei tempi. La terribile peste del 1630 non risparmiò il territorio e la sua gente che visse inenarrabili sofferenze a causa del flagello devastatore e delle malversazioni di soldataglie prepotenti.

I secoli XVIII e XIX

Nel Settecento il castello risorse a vita festosa e brillante per opera di un altro principe, Alberico. Il Vidari, ricorda le superbe feste date in onore dell’Infante di Spagna nel 1783 e in onore di Eugenio Beauharnais, quando venne in Italia come Viceré. Sempre in questo secolo il castello fu ampliato e ricostruito.
Don Antonio Barbiano fece costruire la bellissima cancellata ed abbellì quasi tutto il palazzo rinnovando i vasti giardini e le serre.
Nel 1769 fu nominato Principe del Sacro Romano Impero e di Belgioioso, titolo trasmissibile ai maschi primogeniti con vari privilegi, fra cui quello di battere la cosiddetta “moneta di ostentazione” con la sua effigie. Il figlio Alberico XII fu uomo di talento, amante dell’arte. Fece eseguire lavori sotto la direzione del Pollak.
Fu generoso, ospitale, tra le sue amicizie si annoverano il Parini ed il Foscolo ospiti al Castello. Intraprese opere di bonifica, istituì scuole per i bambini dei coloni e si adoperò per migliorare la vita della popolazione. Fu devoto alla Corte senza esserne schiavo, deplorò che il Governo di Vienna non attribuisse incarichi di governo agli Italiani. Partecipò alla Guerra dei sette anni, dimorò alla corte francese. Fu avverso alla Rivoluzione francese ed al nuovo regime, trascorse gli ultimi anni della sua vita in solitudine. Dovette subire l’onta della distruzione dei suoi stemmi ed armi nobiliari per ordine del Governo Francese.
Durante questo suo volontario esilio ebbe come ospiti il Parini ed il Foscolo e sotto gli occhi di quest’ultimo si spense il 17 agosto 1813. Al figlio primogenito toccarono il titolo di principe ed il castello di San Colombano; al ramo cadetto i possedimenti di Belgioioso ed il titolo di conte.

Il Castello al giorno d’oggi

Da splendida residenza di campagna del Principe di Belgioioso, a luogo d’incontro di scrittori, filosofi, musicisti e artisti, sede di esposizioni che fanno tendenza e raccontano la storia del costume del nostro paese.
Il castello di Belgioioso è oggi un prezioso monumento di grande valore storico- artistico, da tramandare alle generazioni future, ma anche un efficace motore per lo sviluppo socio-economico e culturale del territorio. Grazie all’Ente Fiera dei Castelli di Belgioioso e Sartirana, che da anni ne ha fatto la sede di importanti manifestazioni culturali, mostre e fiere di livello nazionale.

L’editoria, l’ambiente, l’antiquariato e l’abbigliamento d’epoca sono le vocazioni del castello di Belgioioso, che con un fitto calendario di appuntamenti ogni anno richiama almeno 600 aziende espositrici e oltre 80.000 persone.
Alcuni sono ormai appuntamenti “storici”, come

  • Parole Nel Tempo, piccoli editori in mostra;
  • Amicolibro, libri per diventare grandi;
  • Parole In Tasca, mostra del libro tascabile ed economico
  • Officinalia e Vivere al Naturale, due appuntamenti per i consumatori più consapevoli e sensibili alla tutela ambientale;
  • Expo Scuola Ambiente e Ri-Ri risorsa rifiuti, due manifestazioni per fare il punto sull’educazione ambientale;
  • Fashion Vintage Show, sofisticata vetrina per chi cerca un proprio stile;
  • Mostra di Antiquariato, tradizionale incontro di mercato e cultura.
  • Armonia, festival di proposte di benessere olistico
  • Bravo, i maestri artigiani al Castello di Belgioioso

A questi si aggiungono manifestazioni non periodiche, concerti, feste e soprattutto grandi mostre, come “I piaceri della vita in campagna”, che ha inaugurato una lunga serie di esposizioni d’arte

La trasformazione di una residenza aristocratica come il Castello di Belgioioso in un polo culturale, fruibile sia all’interno che all’esterno (gli splendidi giardini) a un vasto pubblico, è stato il primo obiettivo degli attuali proprietari del castello.
E’ infatti un gruppo di privati che nel 1978 acquista ampia parte del castello e tutto il giardino neoclassico. L’edificio era decisamente trascurato, disabitato, chiuso, inaccessibile e aveva perso ogni caratteristica abitativa. Le prime risorse si concentrarono sul recupero delle aree che avrebbero permesso di valorizzare il monumento e di aprirlo al pubblico, riproponendo, in forme attuali e moderne, quei caratteri di benessere e di svago propri del luogo di feste concepito da Antonio I, Principe di Belgioioso, e dal figlio Alberico XII..

Per far tornare a vivere i saloni, senza introdurre cambiamenti sostanziali, è stato necessario individuare nuove motivazioni, differenti da quelle squisitamente aristocratiche delle origini, e in grado di attrarre in una zona periferica un turismo culturale sensibile alle testimonianze del passato. Ecco perché, allo scopo di facilitare la realizzazione del progetto e di avvalersi di tutte le opportunità connesse alla nuova destinazione, venne sottoscritta, nel 1985 una convenzione tra la proprietà che s’impegnava alla realizzazione di un’ area espositiva permanente e l’associazione culturale Centro d’Arte e Cultura Castello di Belgioioso, che desiderava valorizzare e far conoscere il complesso momumentale attraverso l’organizzazione di eventi culturali, mostre e concerti, fiere e convegni.
Nel marzo 1992 la Prefettura di Pavia rilasciava il definitivo certificato di autorizzazione al pubblico spettacolo, successivamente anche il Comune di Belgioioso concedeva la Licenza di Agibilità per una superficie complessiva di 3620 mq. con indicazione delle prescrizioni d’uso.

Da quella data, nel giro di pochi anni, riconosciuto il valore nazionale di diverse iniziative culturali, l’Associazione anche su indicazione della Regione Lombardia di concerto con l’Amministrazione Provinciale di Pavia ha dato vita all’Ente Fiera dei Castelli di Belgioioso e Sartirana.

L’ Ente Fiera vanta ormai una trentennale esperienza nella programmazione di mostre e appuntamenti d’arte e può oggi contare sul sostegno e sulla collaborazione della Regione Lombardia e delle principali istituzioni locali, oltre che sul patrocinio dei Ministeri di volta in volta interessati.

Le sue manifestazioni rappresentano un punto di riferimento anche per lo sviluppo e la promozione turistica ed economica del territorio. Presente e futuro sono quindi intimamente legati nell’obiettivo di continuare a fare cultura e diffondere informazione. Approfondendo soprattutto, ma non esclusivamente, quegli argomenti che hanno visto il castello di Belgioioso fare da pionieristico apripista su temi quali il mercato dell’arte antica e moderna, la piccola editoria, la scuola e la didattica, ma anche l’ agricoltura biologica e biodinamica, l’ alimentazione naturale, l’ ecologia domestica, fino al recente interesse per la moda d’epoca, che ha contribuito a diffondere anche in Italia la passione per il vintage. Dal successo di queste e di tutte le prossime manifestazioni nascerà la possibilità di proseguire nel restauro del castello.
E i progetti davvero non mancano.

Completato il restauro della facciata barocca/neoclassica dell’ala ovest del castello – attraverso la quale i visitatori accedono agli spazi espositivi e alle manifestazioni ospitate – i prossimi interventi riguarderanno infatti il giardino neoclassico e la grande cancellata, pronti a tornare ai fasti antichi, ma per accogliere dotte conversazioni e feste del XXI secolo.