Intervista a Paola Colgiago di Tango Benessere

Lei parla di veri e propri benefici, quali sono?

E’ un’attività fisica moderata adatta a tutti. Migliora la consapevolezza e il controllo della propria corporeità, migliora l’equilibrio, la postura, la qualità della camminata e del movimento. E’ un’ occasione piacevole di aggregazione/socializzazione/interazione.
Attraverso il divertimento del muovere il proprio corpo sulla musica, con la gioia di condividere con l’altro il nostro modo di esprimerci e di manifestarci si sente, a mio avviso, il beneficio sostanziale di questa danza. Tutto questo unito alla trasparenza di un linguaggio muto del corpo, che trova piacere e conforto in un abbraccio avvolgente e protettivo.

Esistono differenze con le altre forme di danzaterapia?

Prima di essere una terapia il Tango Argentino è un ballo, è divertimento e divertirsi senza pensare a guarire da qualcosa è già terapia.
Oltre a mettere in gioco se stessi per trovare equilibrio, e i vari benefici come in ogni altra danza, nel Tango Argentino la differenza sostanziale con altre danze è la condivisione di tutto questo mettersi in gioco nell’abbraccio. Un abbraccio che va oltre, sensuale e rotondo, cuori che palpitano allo stesso ritmo, la ballerina è del ballerino e il ballerino è della ballerina, nella connessione di un’ intesa che avviene interpretando la musica insieme, nell’accoglienza e la predisposizione intima di un abbraccio che dura” la piccola meravigliosa eternità “di una tanda.

Perché il tango argentino e non il semplice tango?

Qualcuno dice che danzare è disegnare con il corpo il linguaggio dell’anima. Io penso che il Tango argentino si differenzia sostanzialmente dal tango tradizionale per le sue radici. Nasce infatti da emigrati che nella terra d’argento (l’argentina) cercano l’abbraccio caloroso dell’accoglienza, quello che attualmente e inconsciamente cerchiamo anche noi. E’ un ballo che nasce tra persone che esprimono attraverso l’improvvisazione e non una schema di passi più o meno ripetuti, una nostalgia , un dolore, una gioia, un’emozione che arriva dal proprio mutevole stato d’animo. E’ irripetibile: un tango non è mai uguale all’altro, è dettato dall’emozione, da come siamo dentro, dalla nostra indole incondizionata.

Ci sono differenze negli effetti tra uomini e donne?

C’è un gioco di ruoli: nell’uomo che conduce si rafforza l’intenzione e la marca e la fiducia in se stesso, lo sprona ad essere consapevole che c’è una responsabilità nel condurre che tiene conto del rispetto della dama innanzitutto, degli altri ballerini nella sala e dello spazio stesso dove si balla.
Nella donna che segue rafforza la fiducia , il lasciarsi andare all’ascolto della guida senza farsi manipolare ma rispondendo alla marca con la presenza propositiva di chi sa ascoltare fiducioso il messaggio.
Avviene un dialogo silenzioso e nel ritmo della danza, con le vibrazioni della musica nel corpo, il linguaggio della guida e dell’ascolto si confonde perché la ballerina – nel suo essere presente – si rende propositiva con la sua risposta e il ballerino – attraverso l’ascolto silenzioso del suo esprimersi – trova nuovi stimoli e impulsi per portarla e condurla con fantasia e creatività.
Per scoprire, imparare ed esercitarsi nel Tango Argentino è importante lo scambio ruolo: ognuno esplora e mette in gioco la responsabilità della guida e la fiducia nell ’ascolto. Inoltre mettersi ognuno nei panni dell’altro aiuta la comprensione e la relazione.

Esiste un’età in cui iniziare e una in cui smettere?

Il Tango è una camminata e saper camminare abbracciati. Va bene per l’età in cui si impara a camminare e l’ età in cui si cerca uno sprone per andare avanti a camminare il più possibile.