Intervista a Francesca Civardi della Parola Magica

Come nasce in lei l’interesse per la Bioenergetica?

Come spesso succede nella vita, l’incontro è stato, in parte, casuale. Mi sono occupata per tanti anni di asili nidi ad indirizzo psicomotorio e la partecipazione spontanei del bambino all’utilizzare il corpo come strumento di relazione, spontaneo e di piacere è stata fonte di conoscenza e desiderio di approfondimento. La Bioenergetica mi ha permesso di fare il passo successivo, di andare a sentire il corpo ed incominciare a rispettarlo, integrando la mia parte cognitiva, razionale a quella corporea.

Lowen è morto recentemente, il suo messaggio come si sta sviluppando?

La Bioenergetica attuale si basa sul lavoro di Lowen, che a metà del secolo scorso, in America, si è diffusa con maggior sospetto e attenzione da parte della società di psicologi. Al giorno d’oggi questo sospetto non c’è più e i laboratori di Bioenergetica sono diffusi e riconosciuti. Parlare di energia è parlare di una realtà che sentiamo tutti. L’individuo di oggi, che si trova ad essere particolarmente sotto pressione, in generale, è maggiormente stimolato, alla ricerca di una strada che gli permetta di stare meglio nella vita. In una certa misura è più consapevole. Si può sostenere che la Bioenergetica si muove insieme alle evoluzioni dell’uomo e della società
La Bioenergetica, in questi ultimi anni ha allargato le sue conoscenze anche nell’ambito della fisica quantistica, la risononza tra i corpi, i neuroni specchio… e nelle filosofie orientali. E’ particolarmente importante e fonte di risorse il lavoro in gruppo, il sentire la propria energia che si integra con quella degli altri dà vita ad un sentire, oserei dire, spirituale.

Esiste un tempo nella vita in cui avvicinarsi a questo pensiero e pratica?

Non esiste un tempo prestabilito, in particolare quando parliamo di benessere, di fare qualche cosa per noi. Può esistere la domanda, la ricerca di un miglioramento nella nostra vita, un sentire di avere necessità di stare meglio, di sentirsi vivi. Questo, a mio parere è il momento di provare un laboratorio di Bioenergetica e lasciare che la nostra energia ritrovata, faccia la sua trasformazione.

Esistono differenze a seconda che a praticare siano uomini o donne, giovani o anziani?

Non esistono particolari differenze, se non quelle delle strategie difensive che tutti attuiamo a qualsiasi età o estrazione sociale o culturale. Può risultare, per esempio, particolarmente rigido il corpo di un giovane e quello di un anziano più elastico, si possono riscontrare donne con una forza fisica e di carattere da sovrastare la forza maschile. Nella Bioenergetica non esistono né etichette né giudizi, esistono l’accettazione e l’accoglienza di quello che ogni individuo è e sente, sulle quali si radica una efficace possibilità di trasformazione e benessere.