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Comunicato Stampa
Vintage e Giappone - 21-25 Aprile 2007
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La parola KIMONO identifica in modo generico il termine “vestito” ed è stata usata da circa la metà del 1800 per distinguere il modo di vestire giapponese (wafuku) da quello occidentale (yofuku).
Per i giapponesi l’abbigliamento ha avuto sin dai tempi antichi un ruolo di assoluta importanza, dando vita ad un vero e proprio linguaggio “cifrato” costituito da misure, materiali, colori ed accessori con i quali comunicare tutta una serie di messaggi al mondo circostante riguardanti l’appartenenza ad una determinata classe sociale ed alle caratteristiche proprie della persona.
Nel periodo Heian (794 d.C. – 1185 d.C.), la cultura giapponese si sviluppa in maniera straordinaria e le dame della corte imperiale danno l’esempio dell’altissimo livello di raffinatezza raggiunto indossando abiti a vari strati uno sopra l’altro (addirittura dai 12 ai 20), con le più diverse decorazioni e colori per distinguere uno dall’altro e stabilire in base a questo il rango e il prestigio di chi li porta. |
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